Mondo Metal (07/12/2011)

- Salve ragazzi, benvenuti sulle pagine di Mondo Metal.
Parlateci dei "Valkiria". Come e quando è nato questo progetto?

Valkus: Ho fondato Valkiria nel 1996, dopo un anno ho prodotto un primo demo, e poi c'è stato un periodo di fermo dovuto a vari fattori; nel 2004 ho dato nuovamente vita al progetto facendo uscire un secondo demo e l'anno successivo è stata la volta del primo full length "Epika". Nel 2006 Mancan è entrato a far parte della band, e da allora il nostro sound ha avuto una netta virata sul gothic metal, utilizzando spesso anche il cantato pulito, che poi è divenuto predominante con l'uscita di "Upon This Earth" del 2009, anno in cui lo stesso Mancan ha deciso di non far parte più dei Valkiria per concentrarsi sui suoi progetti musicali. Così sono tornato a occuparmi di nuovo delle parti vocali in occasione del nuovo album.
Mike: Sono entrato a far parte dei Valkiria nel 2010 come secondo chitarrista, in quanto Valkus aveva necessità di avere una seconda chitarra all'interno della band, poiché il nuovo disco aveva degli arrangiamenti che richiedevano due chitarre.
Essendo un fan della band accettai subito e iniziai insieme a Valkus il lavoro sul nuovo disco.

- I Valkiria hanno una ricca discografia, e nel 2012 è prevista l'uscita del nuovo full "Here the Day Comes". Osservando la tracklist, e in relazione al titolo, vengono scandite tutte le fasi del giorno. Potete anticiparci qualcosa su questo nuovo lavoro? Sarà un concept?
Valkus: Sì, non è il primo concept che realizziamo, anche se per "H.t.D.C." abbiamo maggiormente concatenato i vari pezzi del disco. L'idea è stata quella di rappresentare la vita con le fasi del giorno, un'alba per la nascita e una profonda e lunga notte per la vecchiaia. Così come siamo abituati a veder nascere e morire centinaia di giorni durante la nostra esistenza, così dovremmo considerare la nascita e la morte, nostra e di chi ci circonda, come un fenomeno naturale, una catena interminabile di questo gioco perverso che è la vita.

- Confrontando i vostri lavori, come vi vedete maturati in questi anni dal punto di vista del "songwriting"?
Valkus: Sicuramente con l'ultimo lavoro abbiamo affinato ulteriormente il nostro stile, credo proprio che per noi il tempo non sia passato invano. La composizione di "H.t.D.C." non è stata però spedita come per i precedenti lavori, e ha richiesto ben due anni di duro lavoro, in cui sono stati scritti una trentina di pezzi, ma solo sette di questi sono stati inseriri nel disco. Non una sola nota è stata lasciata al caso, abbiamo snellito le parti più prolisse e reso più fluidi gli arrangiamenti, in breve siamo stati molto più certosini che in passato: questo ha comportato sì un forte rallentamento in fase compositiva, ma al contempo ci ha permesso di dare maggiore risalto a tutte le armonie generate dalle nostre chitarre.
Mike: Inoltre abbiamo lavorato sulla pre-produzione del disco, in quanto, oltre al songwriting, abbiamo lavorato duro anche sulle sonorità degli strumenti, volevamo che il tutto suonasse al meglio, e questo ha rallentato ulteriormente il lavoro durante le registrazioni.
Abbiamo deciso di registrare il disco in tre studi appunto, come ho detto, per valorizzare il tutto: per batteria e mixaggio abbiamo optato per gli "Outer Sound Studio" a Roma con Giuseppe Orlando, il quale è nostro guest alla batteria; le chitarre, basso e voce sono stati registrati ai "Destroyed Studio", i miei studi personali; per la masterizzazione abbiamo deciso di contattare Jens Bogren presso i "Fascination Street Studios" in Svezia.

- Come prende vita un vostro pezzo? C'è un argomento, o uno stato d'animo in particolare a cui vi ispirate per i vostri testi?
Valkus: La nostra musica si basa essenzialmente su stati d'animo. Ormai ho imparato a riconoscere gli umori giusti per comporre un buon riff, purtroppo non sempre ho una chitarra tra le mani in quei momenti, ma ti assicuro che se succede posso stare anche otto ore di fila a comporre e scomporre un pezzo, senza percepire il benché minimo senso di stanchezza.

- Passiamo all'argomento "live": quanta importanza gli date rispetto allo "studio" e cosa deve aspettarsi da voi chi va a vedervi?
Valkus: Purtroppo nel corso di questi quindici anni non abbiamo mai suonato dal vivo, essenzialmente perché la line-up non è mai stata completa, ma adesso le cose si stanno mettendo al meglio e non è escluso che possiate vederci su un palco a breve.
Mike: Sì, infatti in questo periodo abbiamo reclutato Marco il quale suona con me anche negli Stigmhate come session al basso, invece per la batteria utilizzeremo sempre un session ma più avanti annunceremo il nome. Quindi ci vedrete presto live per supportare la nuova nostra fatica.

- Qual è la vostra opinione sull'underground metal italiano in generale, e di quello veneto in particolare?
Valkus: Sono stati fatti notevoli passi avanti, le band italiane sono senz'altro più competitive del passato.
Il fatto però è che in giro per il mondo intero c'è ormai poca roba di valore, quindi avrei preferito che anche le nazioni che ci hanno sempre surclassato avessero continuato a migliorare. Il gap può dirsi colmato, ma a questo punto avrei preferito fosse come in passato, quando da Stati Uniti, Inghilterra e Scandinavia uscivano ancora dischi in grado di sconvolgere e creare nuovo Metal.
Mike: Guarda, come ha detto Valkus, in Italia ci sono moltissime band valide che secondo me sono anche meglio di band estere. Purtroppo noi siamo un paese dove non si investe sulle nuove realtà che emergono e non si dà quel merito a band che dopo tanti sacrifici riescono ad avere un prodotto elevato e professionale. Penso sia la mentalità italiana, ma ora vedo che alcune ma poche realtà iniziano a farlo. E speriamo bene, per il Veneto ci sono molte band interessanti ma farti il nome così è impossibile, spero solo che la scena metal italiana possa un giorno essere così forte da spaccare i culi all'estero.

- I Valkiria nascono in un periodo in cui Myspace, Facebook ancora non esistevano, e la stessa connessione internet in Italia non era sicuramente ancora a portata di tutti. Come è cambiato per voi il modo di creare e diffondere la vostra musica in questi anni? Cosa ne pensate della nascita di comunità, webzines, forum o altro che trattano dell'underground? Voi di quali canali vi servite per farvi conoscere dal pubblico?
Valkus: Non posso che essere felice del diffondersi di mezzi di comunicazione collegati a internet, se qualcuno ci conosce lo dobbiamo proprio ai vari Myspace & co. Anzi, considerando la crescente crisi delle riviste cartacee, internet diventerà sempre più il fulcro comunicativo e pubblicitario non solo per il Metal, ma per qualsiasi prodotto.
Mike: Diciamo che rispetto a 10 anni fa le cose son cambiate moltissimo, ci sono i pro e i contro con l'era di internet, adesso almeno a livello promozionale le band possono farsi conoscere attraverso i social network e avere tutti i contatti adeguati per promuovere il proprio lavoro ecc., anche se sono dell'idea che la migliore promozione che una band possa fare sia suonare live, un buon concerto è sempre meglio di un post ecc., le persone che ti vengono ad ascoltare hanno subito una visione totale della band.

- Di quale canzone famosa avresti voluto essere l'autore?
Valkus: Di solito mi capita di invidiare singoli riff, mai canzoni complete, e quindi sai quanti riff/arpeggi dei Metallica avrei voluto fossero stati targati Valkiria, senza considerare poi che avrei voluto essere il terzo chitarrista degli AC/DC...
Mike: Hehe, sarebbero troppe da menzionare, comunque mi aggrego a quanto detto da Valkus, AC/DC è una band che mi ha fatto conoscere l'hard rock e successivamente il metal.

- Ringraziandovi del tempo dedicatoci, lascio a voi la chiusura...
Valkus: Grazie per lo spazio dedicatoci, dico a tutti quelli che ci seguono di aspettarsi ancora tanto da noi e a chi ancora non ci conosce di rimediare al più presto!
Mike: E mi raccomando di comprare il cd appena esce!!!! Hehehe. Per tutte le informazioni potete visitare il nostro sito www.valkiria.it. Inoltre voglio ringraziare Marcello per il suo supporto e lavoro. A presto...


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